L’UE verso il caricatore unico, non solo smartphone: come cambierà il mercato dei notebook

Bruxelles punta al cuore dell’energia dei laptop: un unico protocollo di ricarica rapida per tutti, anche per i notebook da gaming.

L’UE verso il caricatore unico, non solo smartphone: come cambierà il mercato dei notebook
L'Unione Europea contro le tecnologie di ricarica di Oppo, OnePlus e Xiaomi. Chi vincerà?

Quando l'Unione Europea ha costretto Apple e gli ultimi resistenti ad abbandonare le porte proprietarie, abbiamo festeggiato l'era del connettore unico, convinti che il problema fosse risolto.
Eppure, siamo a poche settimane da un ulteriore giro di vite per il mercato consumer in Europa: in primavera ci sarà il vero banco di prova della Direttiva UE 2022/2380, con l'estensione dell'obbligo ai computer portatili.

Dal 28 aprile 2026, infatti, ogni laptop venduto nell'Unione Europea in grado di essere ricaricato via cavo con una potenza fino a 100 Watt (e con le nuove estensioni tecniche fino a 240 Watt) dovrà essere dotato di una porta USB Type-C per la ricarica.

Perché coi laptop è diverso

Per anni, l'uniformità dei caricatori per computer è stata ostacolata dalla barriera fisica della potenza. Uno smartphone si accontenta di 20 o 30 Watt; un ultrabook ne richiede 65, mentre una workstation mobile o un PC da gaming possono superare tranquillamente i 200 Watt. Fino a poco tempo fa, lo standard USB-C si fermava a 100W, rendendo impossibile alimentare le macchine più potenti senza ricorrere ai vecchi alimentatori proprietari.

La soluzione arrivata a maturazione in questo 2026 risiede nel protocollo USB Power Delivery (USB-PD) 3.1 e l'Europa non ha solo imposto la forma del connettore, ma ha reso obbligatoria l'adozione di questo protocollo di comunicazione.
Il sistema funziona come per gli smartphone: quando collegate il cavo, il caricatore e il computer si scambiano informazioni per determinare quanta energia può essere erogata in sicurezza. Se il caricatore è molto potente (es. 140W) ma il computer ne accetta solo 65W, il sistema si adatta automaticamente al valore più basso, prevenendo danni. Questa interoperabilità sarà garantita dai caricatori ma anche dai cavi, che dovranno essere compatibili con lo standard.

I 240W e il gaming

La vera novità del 2026 è l'implementazione commerciale su larga scala della fascia Extended Power Range (EPR), che porta il tetto massimo della ricarica USB-C a 240W, con un impatto diretto sul segmento Enthusiast e sui videogiocatori. Fino all'anno scorso, i laptop da gaming di fascia alta erano costretti a mantenere enormi alimentatori proprietari. Grazie ai nuovi cavi certificati per 240W (riconoscibili per la marcatura specifica), sarà possibile alimentare anche queste macchine con un cavo standard.

Rimane una zona grigia per i dispositivi estremi (quelli che richiedono oltre 300W), che continueranno ad avere porte proprietarie per ottenere le massime performance, ma la normativa impone che anche questi debbano poter essere ricaricati via USB-C, magari a velocità ridotta o per uso non intensivo, garantendo comunque una soluzione di emergenza universale.

Addio ambiguità, benvenuto GaN

Uno dei problemi storici dell'USB-C è stata la confusione: cavi identici possono essere drasticamente diversi nel funzionamento. Per tutelare i consumatori, la Commissione Europea ha introdotto un sistema di pittogrammi obbligatori che vediamo ormai su tutte le confezioni da inizio anno. Le regole sono semplici e richiedono di indicare potenza minima e massima (ogni caricabatterie deve riportare chiaramente il range di potenza, per esempio "45W - 140W") ed eventuale supporto PD, lo standard che garantisce la ricarica rapida universale.

L'utente dovrà solo verificare che il numero di Watt sul caricatore sia uguale o superiore a quello richiesto dal proprio laptop. Se il caricatore è più potente, non c'è rischio: il protocollo limiterà l'erogazione.

L'effetto collaterale più evidente di questa normativa sarà l'esplosione del mercato dei caricatori di terze parti: liberati dal vincolo di dover comprare un alimentatore originale, i consumatori potranno orientarsi verso i caricatori al Nitruro di Gallio (GaN), che permette di costruire alimentatori molto più piccoli ed efficienti di quelli al silicio.

La vendita disaggregata (unbundling), poi, continuerà a essere un pilastro della strategia UE. La normativa impone ai produttori di offrire ai consumatori la possibilità di acquistare il nuovo dispositivo senza caricabatterie incluso nella confezione.

Anche se questa libertà di scelta in molti casi si traduce nell'effettiva disponibilità solo di confezioni prive del caricatore, questo comporta anche un risparmio diretto sul prezzo d'acquisto e una riduzione tangibile dei rifiuti elettronici (RAEE), stimata in migliaia di tonnellate annue.