Siri, intelligenza Google e privacy Apple: come funzionerà la nuova IA della Mela
Gemini addestrerà i modelli Apple tramite "distillazione", garantendo potenza e privacy senza inviare dati ai server di Google.
L'accordo tra Google ed Apple per l'IA sarà molto più sofisticato di una semplice licenza software. Secondo le ultime indiscrezioni, Apple non utilizzerà direttamente l'infrastruttura di Google né i suoi modelli Gemini per rispondere alle query degli utenti. Al contrario, la partnership si basa su un processo tecnico di "distillazione".
Stando a quanto riportato da The Informer, il potente modello di Google verrà impiegato esclusivamente nelle fasi di sviluppo per addestrare e trasferire conoscenze ai più compatti ed efficienti Apple Foundation Models.
Questo consentirà a Cupertino di colmare il gap prestazionale mantenendo inalterata la sua architettura hardware basata su Apple Silicon e Private Cloud Compute.
Il vantaggio qui è duplice: si ottiene l'accuratezza di un LLM vasto (fino a 1.200 miliardi di parametri), ma con la velocità di modelli ottimizzati per girare localmente o sui server privati della Mela.
A questo proposito, un aspetto cruciale riguarda la privacy: poiché gli utenti interagiranno solo con i modelli "studenti" proprietari, nessun dato personale transiterà mai sui server di Google, garantendo ad Apple il pieno controllo sulla sicurezza e sull'esperienza utente.
L'impatto più evidente si vedrà su Siri: l'assistente vocale adotterà un approccio ibrido e continuerà a gestire i comandi semplici e deterministici (come timer o promemoria) con il sistema tradizionale, ma sfrutterà la nuova intelligenza "addestrata" per compiti complessi, inferenze contestuali (ad esempio dedurre chi è "mamma" analizzando i messaggi) e conversazioni più empatiche. Le prime funzionalità basate su questa architettura arriveranno in primavera, mentre le novità più avanzate sono attese per la WWDC di giugno 2026.
Fonte: DDay