Il trucco di Motorola: smartphone senza aggiornamenti per una "falla" UE
Le regolamentazioni UE obbligano agli aggiornamenti per 5 anni solo se esistono, permettendo ai brand di evitare del tutto i major update.
Gli ultimi lanci di Motorola nel mercato europeo hanno sollevato polemiche in merito alla longevità software dei dispositivi. Modelli come il nuovo Moto G17 offrono cinque anni di patch di sicurezza ma, sorprendentemente, zero aggiornamenti del sistema operativo Android.
Quello che sembrava un passo indietro inspiegabile è in realtà frutto di un'attenta interpretazione delle nuove regole UE entrate in vigore l'anno scorso: il testo della Commissione Europea, infatti, stabilisce che i produttori devono rendere disponibili gli aggiornamenti gratuitamente per cinque anni "se forniscono aggiornamenti di sicurezza, correttivi o funzionali".
La parola chiave è quel "se". Secondo un report di IT Daily e conferme ottenute dal sito finlandese After Dawn, la normativa non obbliga i brand a creare nuovi aggiornamenti, ma solo a mantenere disponibili quelli esistenti per un lustro. Di fatto, un produttore può decidere legittimamente di non sviluppare alcuna nuova versione di Android per un dispositivo, limitandosi alla manutenzione di sicurezza minima, rispettando tecnicamente la legge alla lettera ma tradendone lo spirito ecologico e consumerista.
Questa scappatoia normativa potrebbe rappresentare un pericoloso precedente. Sebbene marchi come Samsung e Google abbiano fatto del supporto a lungo termine un punto di forza commerciale, la mossa di Motorola potrebbe spingere altri produttori di fascia bassa a ridurre gli investimenti software in Europa. Resta da vedere se la Commissione interverrà per chiudere questa falla, ma per ora, acquistare un budget phone richiede un'attenzione doppia alle clausole sugli aggiornamenti.
Fonte: Android Authority