Brutto incidente per Blue Origin: un razzo New Glenn esplode a Cape Canaveral

L'incidente al razzo New Glenn frena i piani spaziali di Jeff Bezos e Blue Origin, ostacolando la sfida a SpaceX di Elon Musk e i lanci dei satelliti Amazon.

Brutto incidente per Blue Origin: un razzo New Glenn esplode a Cape Canaveral

Un grave incidente ha colpito Blue Origin, la compagnia spaziale guidata da Jeff Bezos. Durante un test statico dei motori presso la stazione della Space Force di Cape Canaveral, in Florida, il booster del razzo New Glenn, battezzato "No, It's Necessary", è esploso provocando gravi danni. Fonti interne a Blue Origin hanno riferito che la rampa di lancio è andata praticamente distrutta e che saranno necessari almeno sei mesi, se non di più, per completare le riparazioni e riprendere le operazioni. Questo imprevisto rappresenta un duro colpo in un momento cruciale per lo sviluppo dell'azienda. La battuta d'arresto complica notevolmente anche la competizione diretta con SpaceX di Elon Musk.

Amazon, anch'essa parte dell'impero di Bezos, fa affidamento sulla rapida cadenza di lancio del New Glenn per dispiegare in orbita la sua costellazione di satelliti Leo, per il suo servizio internet satellitare a banda larga, in competizione con Starlink. Le scadenze normative impongono ad Amazon di lanciare almeno la metà dei suoi oltre 3.200 satelliti entro luglio 2026: con i danni riportati nelle scorse ore, è improbabile che l'azienda riesca a raggiungere l'obiettivo. Nonostante Amazon collabori anche con altri vettori, inclusa la stessa SpaceX, la minore capacità di carico dei razzi Falcon 9 rispetto al New Glenn renderà difficile recuperare il tempo perduto senza un incremento significativo del numero di missioni.

Le conseguenze del disastro potrebbero ripercuotersi anche sui programmi di esplorazione della NASA. Il New Glenn avrebbe dovuto lanciare il primo lander lunare Blue Moon entro la fine dell'anno, mentre l'agenzia governativa ha recentemente assegnato a Blue Origin un contratto per il trasporto di due rover in vista della missione Artemis 4, in programma per il 2028. Nonostante la gravità della situazione, il settore della difesa statunitense ha confermato il proprio supporto all'azienda: la U.S. Space Force e il National Reconnaissance Office hanno ribadito il proprio impegno verso i contratti già stipulati con Blue Origin. Gli analisti ritengono che, sebbene questo incidente rafforzi temporaneamente la posizione di SpaceX, il mercato necessiti comunque di valide alternative, garantendo a Blue Origin un ruolo di primo piano nel lungo termine.

Fonte: www.reuters.com